Whisky e Italia

Abbiamo tanto in comune.

 

Sapevate che l’Italia ha un ruolo molto importante nella produzione di whisky scozzese?

Proprio così! In Scozia diversi produttori scelgono di invecchiare il loro whisky in botti che hanno precedentemente ospitato Marsala, passito di Pantelleria, Barolo e altri vini importanti.

Uno dei segreti della nascita di un buon whisky, infatti, è proprio la scelta della botte.

In questo gli scozzesi sono dei veri maestri, e da secoli ricercano ed acquistano botti con caratteristiche ed aromi specifici: non solo botti italiane, ma anche di porto, di cherry, di armagnac e anche di bourbon americani.

Insomma, gli scozzesi ci insegnano che la complessità del whisky ha un rapporto stretto con la complessità di altri spirits, da sempre. Ecco perché dovremmo imparare a sentire un po' più vicino questo meraviglioso distillato.

 

Non sono solo le botti ad avvicinarci al whisky, ma anche la nostra storia. Pensate che il marchio J&B è stato fondato da un italiano, tale Giacomo Giusterini, e che la madre di Guglielmo Marconi -l’inventore della radio- si chiamava Annie Jameson, ed era figlia del fondatore dell’omonimo marchio di whiskey irlandese.

Nonostante le tante cose in comune con questo distillato e coi suoi produttori, il whisky è tra gli alcolici meno acquistati in Italia. Noi italiani preferiamo vino e birra, e il whisky rappresenta soltanto l’8% del mercato degli alcolici in Italia.

Non che l’8% sia poco, intendiamoci.

L’Italia è un paese di grande tradizione vitivinicola, ed è normale che il nostro mercato ruoti principalmente attorno al vino. Ciò che è più strano invece, è che il whisky venga ancora percepito come una bevanda complessa, difficile da capire e da apprezzare. Certo, il whisky è complesso, ma il gusto non ha bisogno di spiegazioni, a meno che non vogliate diventare dei mastri distillatori o dei degustatori provetti!

Insomma, quanto vino abbiamo bevuto senza comprenderlo fino in fondo? In fin dei conti gli alcolici sono da sempre l’espressione del sapere popolare e contadino.

È giusto perciò valorizzarli, ma è altrettanto giusto non percepirli come qualcosa di distante ed elitario.

In Scozia il whisky è estremamente popolare, come qui in Italia lo è il vino, e forse dovremmo imparare a conoscere meglio una cultura con la quale abbiamo così tanto in comune.