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3 Consigli per un cocktail pronto all’uso.

Se non sai farlo, compralo! #beviresponsabilmente

 

Vi abbiamo già raccontato dell’aumento esponenziale di acquisto di alcolici nel 2020 (guardate questo articolo!). Non sta a noi giudicare, e nemmeno vogliamo fare considerazioni in merito.

Però, siccome ci piace vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, cerchiamo di considerare il lato positivo di questa faccenda!

Immaginiamo che, dal momento che ormai gli aperitivi si fanno su Zoom, abbiate deciso di farvi una bella serata con gli amici con tema happy hour, ma siate completamente negati nella preparazione di un buon cocktail. Non vorrete mica sfigurare e farvi vedere in video con una birretta in bottiglia o un semplice bicchiere di vino?!!! Fate pure i fighi, e raccontate di quanto siete bravi a farvi un Negroni, per come realizzarlo vi aiutiamo noi!

 

Lo sapete che potete ordinare il vostro cocktail online e farvelo arrivare a casa pronto all’uso? No? Ma siamo qui apposta! Ecco quindi 3 portali super consigliati per l’occasione. Cominciamo!

 

1 Nio Cocktails

Molti di voi avranno visto lo spot in tv di questo brand. Nio è particolarmente riconoscibile per un packaging molto particolare e comodo da usare. Sul loro sito trovate una vasta scelta di cocktails con cui creare le vostre box da 5 o 10 pezzi. Prezzi interessanti, sicuramente da considerare!

 

2 Mister Bubbles

Tre cose da sapere su di loro: i cocktail sono prodotti artigianalmente, gli alcolici utilizzati sono super selezionati, sono fatti al momento. Serve altro? Beh, il loro nome è indicativo del loro packaging: piccole ampolline di cocktails pronte per essere rinfrescate e versate nei vostri bicchieri. La suite di Bubbles comprende 6 cocktails, anche qui i prezzi sono molto interessanti!

 

3 Carpano Ready to Drink

Direttamente dalle distillerie Branca, Carpano propone due cocktail simbolo della nostra cultura: Negroni e Mi-To. Packaging elegante e bellissimo;  i due drink sono acquistabili su Tannico!  

 

Quindi, ora avete tutti i segreti per fare bella figura su Zoom. Per il resto, bevete responsabilmente!

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Aspettando la primavera.

5 cocktail floreali per una giornata di sole.

 

Col sole che splende alto sulla nostra Milano, con le passeggiate per le sue strade in compagnia dell’inseparabile mascherina; ci è venuta voglia di fare un primo brindisi alla primavera. Lo sappiamo, manca ancora un mese abbondante all’inizio ufficiale della primavera, ma in questo periodo così particolare, vale la pena parlare di cose colorate!

Restiamo nel mondo dei drink e degli spirits, e vi consigliamo cinque cocktail particolari, di grande effetto e molto divertenti da preparare in casa. L’ingrediente segreto? I fiori! che primavera sarebbe altrimenti!

 

Ecco a voi i 5 cocktail floreali per festeggiare una giornata di sole!

Hugo

Cominciamo da un grande classico. Per tanti è il cugino dello spritz, e in effetti per prepararlo vi basterà sostituire l’Aperol con dello sciroppo di sambuco. Aggiungete qualche foglia di menta per guarnire, magari uno spicchio sottile di limone et voilà: è subito primavera!

 

The Aviator

Passiamo a qualcosa di più particolare. Non sarà proprio semplice reperire l’ingrediente fondamentale per questo cocktail, ma vogliamo comunque proporvelo. Per farlo vi occorrerà la Crème de Violette, uno sciroppo un po’ difficile da trovare, che dona alla miscela la tipica tinta violacea. Gli altri ingredienti sono gin, maraschino e succo di limone. Insomma, un cocktail raffinato e ricercato, se vi avanza della Crème de Violette, sapete cosa fare!

 

Pink Lady

Anche questo è un cocktail elegante e di grande effetto, vi serviranno gin, triple sec, succo di limone e sciroppo di fiori di ibisco. È uno sciroppo che troverete facilmente, e per guarnire potrete usare limone o petali di ibisco -anche questi semplici da trovare-. Anche con questo farete un figurone!

 

Gli ultimi due cocktail che vi proponiamo oggi sono analcolici. Pensiamo proprio a tutti!

Rosa e Limone

Un drink semplice ma dal gusto incredibilmente fresco e piacevole. Vi basterà miscelare dello sciroppo alle rose con del bitter analcolico al limone, e guarnire il tutto con petali di rosa. Decisamente cool!

 

Acqua alla Lavanda

I fiori di lavanda lasciati in infusione in acqua fresca, sono la base perfetta per un cocktail leggero e raffinato. Aggiungete all’infusione anche rosmarino e limone, per rendere il gusto più articolato, e guarnite con dei fiori di lavanda e del rosmarino. Pochi semplici ingredienti per un risultato elegante, che salverà anche la vostra patente!

 

E voi, cosa berrete stasera dopo questa bella giornata di sole?

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Beviamoci su!

La nuova normalità richiede un cambio di abitudini! #beviresponsabilmente

 

Come mai nel nostro blog – il blog di una barbieria – vi parliamo del mondo degli alcolici? 

Beh, perché sperimentare, conoscere e assaporare un buon drink, un bicchiere di vino o una birra fresca, è sicuramente un momento per sé stessi e di condivisione. Proprio come il momento che vi prendete per voi quando entrate nella nostra barbieria!

Il consumo di alcolici è drasticamente cambiato nell’ultimo periodo, soprattutto nel bimestre che ci ha visti chiusi nelle nostre case: basti pensare che il delivery nel solo Nord Italia in questo periodo è aumentato del 186% (leggete qui!).

Non vogliamo analizzare questo trend, sicuramente legato a molti fattori che non sono esclusivamente positivi. Ciò che è certo però, è che bere bene e sperimentare nuovi sapori sono piaceri della vita: il tutto responsabilmente, si capisce. 

Insomma, questa nuova normalità ha drasticamente cambiato l’approccio all’acquisto, favorendo l’online a discapito dell’esperienza in negozio o della fruizione in un locale. E - anche se ormai siamo più liberi - questo trend è destinato a consolidarsi ancora per un po’ di tempo.  

Oggi quindi vi segnaliamo tre piattaforme grazie alle quali potrete fare buoni acquisti!

 

Tannico

L’azienda è stata fondata nel 2013 e ad oggi ha una quota di mercato che supera il 30%. Il portale offre una scelta molto ampia di vini (più di 14K!) provenienti da tutto il mondo, ma anche spirits di fascia medio-alta. È sicuramente una delle piattaforme più conosciute, molto affidabile e con prezzi davvero interessanti. Sarà un caso che Campari ha di recente acquistato il 49% delle sue azioni per entrare nel mondo dell’e-commerce? (guardate questo articolo di Ninjamarketing!)

 

Winelivery

Winelivery è una App tutta milanese che nasce da una serata fra amici. Ad oggi è cresciuta al punto da valutare la quotazione in borsa (oltre 160K scaricamenti dell’applicazione nel 2019 e un fatturato di +242% rispetto all’anno precedente – fonte Sole 24 Ore). È disponibile su più di dieci province (Milano compresa, ovviamente) e garantisce la consegna in 30 minuti! La soluzione giusta per i festeggiamenti dell’ultimo minuto!

 

Glugulp

Se siete alla ricerca di un prodotto davvero speciale e state pensando allo Champagne, Glugulp è ciò fa per voi! Con più di 150 produttori, avrete solo l’imbarazzo della scelta!

 

Insomma, vedetela così: se siete a casa ed esagerate un po’, non dovete prendere la macchina! Cin-cin.

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La cultura del gin italiano

L’Italia che ama il ginepro.

 

L’Italia si sa, è la terra del vino, ma spesso ci dimentichiamo di essere maestri anche in fatto di distillati e liquori. In questo periodo si sente sempre più spesso parlare del gin italiano, così abbiamo deciso di dedicargli l’articolo di oggi.

È proprio vero allora che la cultura del gin sta arrivando anche in Italia? Beh, a quanto pare non è proprio così. La cultura del gin ci appartiene già da molto tempo. I primi proto-gin infatti, stando alla letteratura di settore, provengono proprio dall’Italia, per la precisione dalla Scuola Medica Salernitana.

Qui i monaci, per trasmettere le proprietà curative del ginepro, pensarono di infonderlo in un distillato, proprio per conservare le sue caratteristiche, senza però rinunciare al piacere di una buona bevanda alcolica. Insomma: i primi gin erano delle medicine buone da mandare giù.

Verso la metà del 1600 la cultura del Gin si diffuse in Olanda e successivamente anche in Inghilterra, che ad oggi sono i luoghi dove il gin si è affermato maggiormente, e dove chiaramente è stato perfezionato. Durante il 1900 il gin si è affermato inoltre come distillato fondamentale per la preparazione di moltissimi cocktail, e grazie alle ricette ufficiali dedicate alla loro preparazione, si è diffuso in tutto il mondo.

Ad oggi l’Italia vanta circa quaranta distillerie di gin, un piccolo numero se paragonato a quello delle distillerie di grappa e acquavite; ma comunque un numero importante, che testimonia quanto la cultura del gin appartenga al panorama degli spirits italiani. Sarebbe impossibile citare tutte le distillerie di gin italiane, perciò ve ne consigliamo giusto un paio, ma ricordate che dietro la nostra produzione di gin c’è un mondo da scoprire!

Marconi 46

La distilleria si trova in via Marconi, ad Asiago, ma 46 non è il numero civico, bensì la gradazione alcolica del gin di casa Poli. Un gin molto aromatico: sentirete le bacche di ginepro, il pino cembro, il cardamomo, l’uva moscato, la menta e il pino mugo. Assolutamente da provare!

Gin Bordiga

Una distilleria incastonata tra le alpi cuneesi, che produce tre tipi di gin: il Dry Bordiga -il loro London Dry-, il Gin Rosa -che deve il suo colore alla distillazione con boccioli di rosa-, e il Gin Smoke -che si ottiene grazie all’affumicatura delle bacche di ginepro-. Personalmente li abbiamo apprezzati tantissimo!

Questi erano soltanto alcuni esempi di gin italiani, ma vi invitiamo ad esplorare questo mondo meraviglioso, e perché no, magari a consigliarci qualche buona bottiglia!

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Whisky e Italia

Abbiamo tanto in comune.

 

Sapevate che l’Italia ha un ruolo molto importante nella produzione di whisky scozzese?

Proprio così! In Scozia diversi produttori scelgono di invecchiare il loro whisky in botti che hanno precedentemente ospitato Marsala, passito di Pantelleria, Barolo e altri vini importanti.

Uno dei segreti della nascita di un buon whisky, infatti, è proprio la scelta della botte.

In questo gli scozzesi sono dei veri maestri, e da secoli ricercano ed acquistano botti con caratteristiche ed aromi specifici: non solo botti italiane, ma anche di porto, di cherry, di armagnac e anche di bourbon americani.

Insomma, gli scozzesi ci insegnano che la complessità del whisky ha un rapporto stretto con la complessità di altri spirits, da sempre. Ecco perché dovremmo imparare a sentire un po' più vicino questo meraviglioso distillato.

 

Non sono solo le botti ad avvicinarci al whisky, ma anche la nostra storia. Pensate che il marchio J&B è stato fondato da un italiano, tale Giacomo Giusterini, e che la madre di Guglielmo Marconi -l’inventore della radio- si chiamava Annie Jameson, ed era figlia del fondatore dell’omonimo marchio di whiskey irlandese.

Nonostante le tante cose in comune con questo distillato e coi suoi produttori, il whisky è tra gli alcolici meno acquistati in Italia. Noi italiani preferiamo vino e birra, e il whisky rappresenta soltanto l’8% del mercato degli alcolici in Italia.

Non che l’8% sia poco, intendiamoci.

L’Italia è un paese di grande tradizione vitivinicola, ed è normale che il nostro mercato ruoti principalmente attorno al vino. Ciò che è più strano invece, è che il whisky venga ancora percepito come una bevanda complessa, difficile da capire e da apprezzare. Certo, il whisky è complesso, ma il gusto non ha bisogno di spiegazioni, a meno che non vogliate diventare dei mastri distillatori o dei degustatori provetti!

Insomma, quanto vino abbiamo bevuto senza comprenderlo fino in fondo? In fin dei conti gli alcolici sono da sempre l’espressione del sapere popolare e contadino.

È giusto perciò valorizzarli, ma è altrettanto giusto non percepirli come qualcosa di distante ed elitario.

In Scozia il whisky è estremamente popolare, come qui in Italia lo è il vino, e forse dovremmo imparare a conoscere meglio una cultura con la quale abbiamo così tanto in comune.

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